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Di luglio, è di nuovo Aperilibro. Appuntamento all’hub il 22 e il 23 luglio

Due giorni speciali – giovedì 22 luglio alle 19.00 e venerdì 23 alle 18.15 -di “Aperilibro”, la proposta culturale de “Lo Scalo” Community Hub che combina il piacere del “convivio da tavolo” con il nutrimento della mente e delle emozioni. Il Tempo è motivo conduttore delle due giornate, raccontato ora nella dimensione dell’ironia tragicomica di uno spassoso monologo teatrale, ora nello spazio dell’esperienza psicoanalitica e psicoterapeutica.  

Protagonista del primo appuntamento – giovedì 22 alle 18.15 realizzato in collaborazione con “Io ci sono per la cultura”  e “One  Orvieto Notti d’Estate”– è David Grillo, autore e attore , che presenta, nel microteatro del Community Hub, “Il Tempo stinge: brevi monologhi contro l’affanno”.
Il tempo stinge – così David Grillo presenta la sua performance – , una constatazione. Non miglioriamo, tutt’altro. Crescere pensando alla vita come una continua evoluzione e scoprire che non è così. Il tempo infatti porta a maturazione i suoi frutti che poi però vanno a male. Come noterete ci muoviamo sempre nella cornice teorica del più spumeggiante e sfrenato ottimismo. Nella pratica  si tratta di una serie di monologhi tragicomici che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con il tempo, il suo trascorrere, il rapporto seccante che se ne crea, gli affanni connessi e altre nefandezze di cui sopra.”. David Grillo  vive e lavora a Roma come attore e autore. Dopo la laurea in filosofia, oltre al clown e alla recitazione studia sceneggiatura con Giacomo Ciarrapico, si perfeziona poi in scrittura scenica presso Rialto Centro di Formazione Teatrale e in sceneggiatura presso il master in sceneggiatura della EICTV di San Antonio, Cuba. Membro del collettivo teatrale Sgombro, dal 2016 collabora comecopywriter con Claudio Morici e come articolista con Christian Raimo. Scrive racconti e monologhi teatrali il suo ultimo spettacolo il Tempo Stinge è andato in scena il 18 giugno al Teatro Torlonia.

Il secondo appuntamento – venerdì 23 luglio, sempre alle 18.15 – è un seminario – “Sul lasciare andare. Discorsi sull’oblio” – condotto da Walter Procaccio.  Psichiatra e psicoanalista, Procaccio è stato docente a contratto di Psicoterapia breve all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti ed è docente presso la scuola di psicoterapia SSPIG di Palermo. Cofondatore dell’Istituto psicoanalitico di formazione e ricerca “Armando Ferrari”, per molti anni è stato direttore sanitario della Comunità Terapeutico Riabilitativa “L’Airone” di Orvieto. 

L’oblio e la temporalità sono al centro della ricerca di Walter Procaccio. Egli ha curato un volume collettivo – Oblio (edizioni Cronopio, 2016) – il cui scopo dichiarato è una “riabilitazione” di questo “speciale” processo di dimenticanza. 

Tentare una riabilitazione dell’oblio – così si presenta questa ricognizione ai margini del tempo umano – è un’operazione ardua e a suo modo coraggiosa. Una sterminata letteratura conferisce alla memoria, all’archiviazione diligente, alla testimonianza il rango di dovere etico e all’oblio quello di perdita tragica e colpevole di qualcosa che invece deve permanere. Un pensiero pigro dice: ricordare è bene, dimenticare è male”.  Tra memoria e oblio sembrano invece sussistere segrete corrispondenze, fors’anche un’identica condizioni di possibilità. Il seminario è un invito a indagare questo rapporto attraverso coordinate differenti, per dare conto, nello specifico dell’esperienza psicoterapeutica, delle trasformazioni implicate, come scriveva Freud,  dal “bere sorsi di punch al Lete”.